Il Tempo e Io
Si limitò a sorridermi e ad indicarmi un punto lontano. Seguii con gli occhi l’indice e vidi un grande vuoto. Arretrai fino a che la mia schiena toccò la Sua fisicità. –Tra la morte e il nulla c’è la ragione di mezzo; tra te e il nulla l’arte. Adesso sai quanto inutile sia il dolore e il suo piacere, ora che hai la verità del foglio bianco, ora che il significato di ogni parola sfuma fino a ridiventare polvere cosmica-. Stretto al suo corpo senza calore sussurrai a bassa voce –Potrai perdonarmi di averti svenduto sul fatuo bancone delle ideologie e delle vanità?-. –Era l’unica strada che le tue molecole potessero scavarmi dentro- rispose.
Scomparve portandosi via la Sua fisicità e dietro di me vidi non visto gli uomini scavare.
Le scale di casa ormai si deformano, sono la continuazione dei miei piedi. Salgo, gli occhi bassi sui gradini umidi d’una umidità latente, il percorso in salita alla mia casa. Il campanello impolverato non funziona da mai e mai avrebbe funzionato. La chiave scivola comoda nella serratura, almeno loro si riconoscono. E’ la mia casa che non mi riconosce
venerdì 23 febbraio 2007
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