venerdì 23 febbraio 2007

Il tempo e io

Il Tempo e Io


Si limitò a sorridermi e ad indicarmi un punto lontano. Seguii con gli occhi l’indice e vidi un grande vuoto. Arretrai fino a che la mia schiena toccò la Sua fisicità. –Tra la morte e il nulla c’è la ragione di mezzo; tra te e il nulla l’arte. Adesso sai quanto inutile sia il dolore e il suo piacere, ora che hai la verità del foglio bianco, ora che il significato di ogni parola sfuma fino a ridiventare polvere cosmica-. Stretto al suo corpo senza calore sussurrai a bassa voce –Potrai perdonarmi di averti svenduto sul fatuo bancone delle ideologie e delle vanità?-. –Era l’unica strada che le tue molecole potessero scavarmi dentro- rispose.

Scomparve portandosi via la Sua fisicità e dietro di me vidi non visto gli uomini scavare.


Le scale di casa ormai si deformano, sono la continuazione dei miei piedi. Salgo, gli occhi bassi sui gradini umidi d’una umidità latente, il percorso in salita alla mia casa. Il campanello impolverato non funziona da mai e mai avrebbe funzionato. La chiave scivola comoda nella serratura, almeno loro si riconoscono. E’ la mia casa che non mi riconosce

mercoledì 21 febbraio 2007

sera d'inverno

Sono cadute bandiere sono caduti muri innumeri fogli dal calendario e perle ed escrementi e poi scale di corsa e fughe e sigarette arrotolate e amplessi furtivi feroci dolcissimi dimentichi e dimenticati.
Ora aspetto qualcuno perchè dividere il tempo con chi l'ha vissuto è impossibile forse con chi non l'ha ancora camminato....
E la sera sa di sale sarà l'aria del mare e la sera sa di vento sarà l'aria del mare e la sera sa di pioggia sarà l'aria del mare inutilmente mi proteggo con finestre chiuse il mio pene e il mio cuore sono al freddo mi chiamano fuori all'aria del mare.